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Vanilla&Rhum choc chip cookies

Vanilla&Rhum choc chip cookies

Finalmente, dei biscotti carini e coccolosi: cioè leggeri ma per cui valga la pena ingrassare.
Da quando ho deciso di usare del burro (bio) al posto dell’olio, i miei biscotti sono molto più buoni, e preferisco farmeli così, con tutti i miei dubbi etici, che comprarne di confezionati.
La pasta viene molto più friabile se la lavorate poco e se la refrigerate per bene: meglio stendere l’impasto in pezzi mentre la maggior parte rimane in frigo.

Ricetta affatto precisa:

Lasciare fuori dal frigo per un’oretta 125g di Burro tagliato a cubetti.
Aggiungere nella ciotola 50g Zucchero bianco, 40g di Zucchero di canna integrale, 2 Cucchiai di Rhum, una puntina di coltello di estratto di Vaniglia in polvere, un pizzico di Sale e schiacciare con una forchetta cercando di fare una pasta.
In un altra ciotola mischiare 250g di Farina con mezzo cucchiaino di Lievito per dolci e 50g di gocce di Cioccolato. Versare tutto nella prima ciotola e lavorare velocemente con la forchetta o con le mani per amalgamare grossolanamente; non preoccupatevi se rimangono dei grumi di burro. Se l’impasto fosse troppo asciutto e si sbriciolasse troppo, aggiungere dello Yogurt, un cucchiaino alla volta.
Appena si tiene insieme, fare una palla e metterla in frigo coperta (se avete spazio e fretta, anche in freezer) per un’oretta.

Stendere su un tagliere cosparso di farina con un mattarello coperto di farina allo spessore che permette alle gocce di non uscire dall’impasto. Coppare velocemente con una formina, un bicchierino da caffè o una lattina tagliata. Metterli in teglia un po’ distanziati perché si espanderanno, e via a 170°!
Si cuociono molto velocemente (10 min circa) e vanno controllati: se piacciono morbidi vanno tolti dal forno appena si scuriscono i bordi e messi a raffreddare, aspettare invece che si dorino uniformemente per un risultato più croccante.

sbav!

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Down to earth: ginger beer

Down to earth: ginger beer

L’esperimento del mese di Agosto arriva dal blog di una nonnina australiana, che di sicuro ha molto da insegnare a tutti in materia di decrescita. Ho seguito alla lettera la sua ricetta e queste prime bottiglie hanno una leggera effervescenza, spero di aggiornare con le prossime e migliorarle.

La sua ginger beer (birra di zenzero) mi ha conquistata per la sua semplicità: il suo ingrediente principale è il tempo. Curiosamente, il tempo è la base di molte ricette interessanti, è nei ritmi lenti che si rivela la meraviglia dell’autoproduzione. 
Vedere una pagnotta lievitare o una bevanda fare le bollicine è un’esperienza che tutti dovrebbero provare, per il profondo senso di realizzazione, realtà e potere che infondono.